CAMBIARE LA TESTA PER SCONFIGGERE IL FEMMINICIDIO

 

CAMBIARE LA TESTA PER SCONFIGGERE IL FEMMINICIDIO

 

La seconda Corte d’Assise d’Appello di Roma ha condannato all’ergastolo Vincenzo Paduano, ex guardia giurata trentenne che il 29 maggio 2016 ha tramortito, strangolato e poi dato alle fiamme la ex fidanzata Sara Di Pietrantonio, studentessa 22enne.

Non ci vogliamo soffermare sugli aspetti giuridici e sulla condanna all’ergastolo inflitta, da noi considerata giusta, coerente e proporzionata all’orribile crudeltà inferta alla giovanissima Sara da chi diceva di amarla, ma sulle parole della mamma di lei , Concetta Raccuia, della quale oggi giornali e televisione riportano un’ intervista che offre notevoli spunti di riflessione.

 La signora Raccuia così commenta: ” Sara non ce la riporta più nessuno, nemmeno dieci ergastoli. Spero che tutto questo dolore possa servire per altre ragazze” .

Mamma Concetta, con l’espressione di un volto che vive il dolore con riserbo e dignità, con lucida chiarezza elenca quei segnali che non devono essere trascurati e sui quali loro stesse , madre e figlia, spesso ridevano : “La gelosia per una gonna troppo corta; il vietare di uscire con le amiche; il controllo del telefonino“. Tutti atteggiamenti questi che reiterati nel tempo devono destare allarme. Ma che troppo spesso vengono minimizzati, quasi giustificati, ricondotti anzi ad una manifestazione di amore appassionato da parte dell’uomo.

Molte, troppe di noi, imprigionate in una cultura ancora patriarcale, pensano che indossare una gonna corta contrasti con l’apparire una brava ragazza o che per dimostrare di amare il proprio uomo si debba accondiscendere alle richieste di privazione della propria libertà.

Noi di GiuridicaMente Libera sappiamo bene che per combattere la violenza di genere non bastano le norme repressive, ma che sia necessario un capillare e costante lavoro di prevenzione e di educazione alla differenza di genere nell’ambito della parità dei diritti, che deve partire sin da bambini nelle scuole, coinvolgendo alunni , genitori, insegnanti, per poi arrivare agli operatori di quelle istituzioni preposte alla salvaguardia ed alla tutela della comunità civile .

Cambiare la cultura, cambiare la testa.

 

                                                                                        Ester Aquilino

                                                                            GiuridicaMente Libera