L'obbligo di denuncia nel caso di reati commessi in danno di minori

I minori possono essere sia vittime che autori di reato.

In entrambi i casi, qualora si sospetti la commissione di reati procedibili d’ufficio (ossia quei reati per cui la legge non prevede come necessaria la querela da parte della persona offesa per procedere) il dirigente scolastico ha l’obbligo di denunciare la notizia di reato all’Autorità giudiziaria (o ad altra autorità che abbia l’obbligo di riferire a quella, come ad esempio i Carabinieri o la la Polizia di Stato), pena la configurabilità del reato di omessa denuncia di reato (artt. 361 c.p.). Tale obbligo grava infatti sul pubblico ufficiale ed è certo che il dirigente scolastico di una scuola pubblica ricopra la “qualità” di pubblico ufficiale (art. 357 c.p.).

Ad analoghi obblighi soggiace (artt. 362 e 358 c.p.) l’incaricato di pubblico servizio (quindi il personale docente e scolastico).

Il personale docente ed in generale il personale scolastico adempie l’obbligo in questione “riferendo” al dirigente scolastico la “notizia di reato” di cui siano venuti a conoscenza nell’esercizio delle loro funzioni.

LA DENUNCIA DI REATO NEL QUALE IL MINORE È LA VITTIMA

Nell’ambito scolastico le fattispecie più significative di reati in danno di minori per i quali è prevista la procedibilità d’ufficio sono la “violazione di obblighi di assistenza familiare” (art. 570 c. II c.p.), l’”abuso dei mezzi di correzione” (art. 571 c.p.), i “maltrattamenti in famiglia o verso fanciulli”- anche quelli ai danni della madre di cui il minore sia testimone, c.d. violenza assistita (art. 572 c.p.), le “lesioni personali” con prognosi superiore a 20 giorni o con prognosi di durata inferiore dalla quale tuttavia derivi una malattia che metta in pericolo la vita (art. 582 c.p.), l’”abbandono di persone minori o incapaci” (art. 591 c.p.), tutti i reati di violenza sessuale ai danni di minori (609bis e ss. c.p.).

Il Dirigente scolastico che ha ricevuto la segnalazione o ha osservato il fatto di reato o segnali di esso, deve denunciare la notizia di reato trasmettendo le informazioni di cui è in possesso direttamente alla Procura della Repubblica competente o agli organi di Polizia Giudiziaria del territorio (Polizia di Stato, Carabinieri).

La segnalazione a soggetti diversi, pur se tenuti a loro volta alla denuncia, non assolve al relativo obbligo.

E’ da evitare che la denuncia sia preceduta da atti di accertamento o di indagine svolti da chi non è preposto a compierli e non ha le competenze adeguate (come i dirigenti stessi o il personale scolastico), ciò al fine di evitare un “inquinamento delle prove”, poiché l’acquisizione della stesse e la valutazione dell’attendibilità delle fonti di informazione sono di competenza esclusiva dell’Autorità giudiziaria.

Il singolo insegnante o dipendente scolastico assolve al proprio obbligo di denuncia segnalando (meglio se per iscritto e senza ritardo) al proprio Dirigente la situazione rilevata. Nell’ipotesi in cui vi sia l’assenza temporanea del Dirigente, le funzioni direttive sono svolte dal vicario designato a sostituirlo, o in caso di assenza più “strutturata” o di vacanza del posto, le funzioni sono svolte dal Reggente o dall’incaricato di presidenza, la denuncia non dovrà comunque essere ritardata e dovrà essere presentata dall’insegnante che abbia avuto notizia del fatto.

Nei casi in questione, la tempestività nella comunicazione della notizia di reato è da valutare con attenzione, tenuto conto soprattutto dell’esposizione al rischio del minore vittima del reato.

E’ opportuno che la denuncia sia fatta in forma scritta (o esposta oralmente alle FF.OO che verbalizzeranno), anche nel caso in cui l’autore del reato non sia conosciuto, attendendosi strettamente ai fatti, riportando i dati in proprio possesso in maniera completa ed esauriente, ma senza effettuare valutazioni sull’attendibilità del fatto.

 

In particolare, nel caso di segnalazione penale per sospetto abuso, maltrattamento o grave pregiudizio intrafamiliare, non bisogna assolutamente convocare né avvisare la famiglia dell’avvenuta denuncia, rientrando la segnalazione nel segreto istruttorio relativo alla fase delle indagini penali. La convocazione delle famiglie potrebbe compromettere le indagini o addirittura aggravare la situazione.

Nel caso in cui gli operatori scolastici necessitino di indicazioni o chiarimenti sul come gestire un situazione grave ed urgente che vede coinvolto il minore possono far riferimento a qualunque Centro antiviolenza come il nostro, formati proprio per dare consulenza (anche legale) in casi come questi, oppure alle Forze dell’Ordine. Tali consultazioni, però, non sostituiscono né il dovere di segnalazione né l’obbligo di denuncia.

Il “sospetto sufficientemente fondato” che vi sia un reato ai danni del minore, si basa su una serie di fattori tra cui:

·     Informazioni raccolte nell’esercizio delle proprie funzioni (colloqui con il bambino o con i genitori o altri parenti, confidenze fatte spontaneamente dal bambino, ecc). 


·     Notizie allarmanti sul bimbo o sulla famiglia raccolte durante l’esercizio delle proprie funzioni.

·     Presenza di indicatori fisici o psicologico-comportamentali (questi ultimi se accompagnati da racconti o confidenze raccolte dal bambino o dai genitori o atri parenti) di maltrattamento o abuso notati o rilevati nell’esercizio delle proprie funzioni.

 

3. LA DENUNCIA DI REATO NEL QUALE IL MINORE È L’AUTORE

Nell’ambito scolastico le fattispecie di rilievo penale più frequenti riguardano il c.d. “bullismo” (il bullismo in sé non è un reato, posto che nessuna disposizione se ne occupa esplicitamente: il cd. bullismo, però, costituisce la somma di reati previsti dall’ordinamento, quali violenza privata, estorsione, ingiuria, diffamazione, atti persecutori e discriminatori a sfondo razziale, politico o sessuale, ecc.), la violenza fisica e/o sessuale, la realizzazione e diffusione di materiale pedopornografico, gli atti vandalici e di danneggiamento, la detenzione a fine di spaccio e la cessione a qualunque titolo di stupefacenti.

Il Dirigente scolastico, ricevuta notizia dal personale coinvolto nell’evento, è obbligato a denunciare, senza ritardo, all’Autorità giudiziaria i reati procedibili d’ufficio commessi dagli studenti, verificatisi o rilevati all’interno dell’istituto o comunque di cui sia venuto a conoscenza in ragione del proprio ruolo.

La denuncia va altresì effettuata anche per i minori di anni 14 anche se non imputabili.

La denuncia può essere fatta sia in forma orale (presso gli uffici della Polizia di stato o dei Carabinieri che provvederanno direttamente alla verbalizzazione ed all’inoltro all’autorità giudiziaria competente) sia in forma scritta, con indicazione chiara del denunciante e sottoscrizione della stessa.

La denuncia può anche essere trasmessa direttamente alla Procura presso il Tribunale dei minorenni.

Nella denuncia devono essere presenti tutti i dati acquisiti e disponibili (oltre al “racconto” del fatto, l’identità delle persone coinvolte, le modalità di acquisizione della notizia di reato, ecc.) con indicazione delle persone a conoscenza dei fatti o testimoni degli stessi. Anche in questo caso, la denuncia va fatta senza ritardo in rapporto alla gravità dei fatti.

La comunicazione della denuncia ai genitori esercenti la responsabilità parentale sul minore autore del presunto reato è bene che sia “gestita” in accordo con la Procura presso il Tribunale dei Minorenni.

  Testo aggiornato e rivisto dall’Avv. Giulia Masi http://www.studiolegalegiuliamasi.it